Festa della Mamma…come essere vicino alle mamme con le braccia vuote

Come in molti altri paesi nel mondo, pur con date e modalità diverse, anche quest’anno in Italia il 12 Maggio si celebrerà la Festa della Mamma. Si tratta di una festa che ha origini molto lontane nel tempo e diverse a seconda dei luoghi. 

Nell’antichità, fra le popolazioni politeiste, esistevano riti e cerimoniali perlopiù legati al culto della Madre Terra che celebrava le divinità femminili collegate alla rinascita ciclica della natura, le genitrici che rappresentavano la fertilità e il trionfo della vita. In Grecia era Rea, la madre di tutti gli dei, che veniva festeggiata una volta l’anno, insieme a tutte le madri. A Roma era Cibele, divinità identificata con la Grande Madre fin dal 2° millennio a.C.

In tempi più recenti, nell’Inghilterra del XVII secolo ad esempio, il Mother’s Day aveva un significato completamente diverso e coincideva con la quarta domenica della Quaresima. In questo giorno tutti i bambini che vivevano lontani dalle proprie famiglie, per imparare un mestiere o per fare i servitori in famiglie benestanti, potevano rientrare a casa per un giorno. Con il tempo si diffuse la tradizione di riunirsi, almeno un giorno all’anno, per festeggiare la famiglia e la mamma in particolare.

In Italia la Festa della Mamma si festeggia dalla metà degli anni ’50 e la tradizione vuole che si omaggino le mamme con fiori colorati mentre i bambini regalano loro disegni, poesie e piccole creazioni realizzate insieme alle educatrici delle scuole dell’infanzia.

Ora, tralasciando gli aspetti più commerciali di questa festività e quelli più emozionali legati alla tradizione, credo sia necessario fermarsi un momento a riflettere sul fatto che, mentre per alcuni si tratta di un giorno pieno di tenerezze e attenzioni, per altri può invece essere un giorno difficile da affrontare. 

Basti pensare a tutti quei bambini che, per motivi diversi, una mamma non ce l’hanno, o non ce l’hanno vicina ogni giorno, a tutte le persone che hanno una storia di adozione e di mamme ne hanno due, una reale e presente che li ha scelti e aspettati con amore e una che, per qualche motivo, ha rinunciato a loro, o, ancora, ai bimbi che hanno due papà e devono purtroppo combattere ogni giorno contro i pregiudizi e le discriminazioni di chi non riesce a stare al passo con i cambiamenti della società e della famiglia.

Esiste anche un altra categoria di persone per cui la Festa della Mamma, anziché portare gioia e serenità può invece essere particolarmente dolorosa: tutti coloro, uomini o donne, che desiderano fortemente un figlio e combattono ogni giorno per raggiungere il proprio sogno, affrontando difficoltà di concepimento, poliabortività o percorsi di procreazione medicalmente assistita. Mentre tutto attorno a loro sembra che chiunque sia in grado di creare facilmente la vita, la Festa della Mamma può amplificare il senso di vuoto che provano e farli sentire ancora più isolati ed esclusi.

L’infertilità può avere un forte impatto sulle relazioni con gli altri. Molte coppie scelgono di non parlare della propria difficoltà o del proprio desiderio di avere figli, ma sono ugualmente molto sensibili alle frasi inappropriate che spesso si sentono “Allora, quando vi decidete a fare figli?” “Voi sì che ve la spassate, senza alzarvi la notte e cambiare pannolini!” “Se aspettate ancora farete i nonni anziché i genitori!

Spesso, proprio per evitare queste frasi, queste coppie evitano le feste per i nuovi nati e le occasioni in cui sono presenti molti bambini, perché la loro sofferenza è profonda. Altrettanto spesso non vengono compresi dalle coppie con figli che non accettano che i propri bambini non siano al centro di tutte le attenzioni e si offendono. Spesso amicizie finiscono per questo, per mancanza di dialogo e di empatia.

Come essere di aiuto?

Se conosci qualcuno che vorrebbe tanto avere un bambino e non ci riesce, che sta faticosamente portando avanti delle cure per riuscire a concepire, che ha subito la perdita di uno o più bambini durante la gravidanza, puoi fare qualcosa per aiutarlo a superare indenne questa particolare domenica di maggio.

Innanzitutto è fondamentale che tu tenga conto del fatto che la maternità è un argomento profondamente intimo e personale, per cui è molto importante che l’aiuto che offrirai sia basato esclusivamente su ciò che i tuoi amici hanno condiviso con te direttamente.

Se non ne avete mai parlato prima, non presumere di sapere cosa vogliano o cosa stia accadendo nelle loro vite. Anche se tu stessa hai vissuto una esperienza simile in passato, non pensare di sapere esattamente come si sentano. Sono persone diverse da te, con una storia e esperienze diverse dalle tue, con un diverso modo di dare senso alla vita e di affrontare le difficoltà. Non dimenticarlo mai, altrimenti l’aiuto che proverai ad offrire si trasformerà in ulteriore occasione di sofferenza e incomprensione.

Ma vediamo cosa è possibile fare per stare vicino a una coppia che incontra difficoltà mentre sta cercando di avere un bimbo:

  1. Parla con loro. Se hai già condiviso in precedenza delle conversazioni sull’argomento, è più semplice parlare apertamente anche dell’effetto che ha su di loro la Festa della Mamma, di come si sentono in proposito, dei sentimenti che suscita. Se, invece, sei al corrente delle loro difficoltà ma non ne hai mai parlato approfonditamente con loro, puoi comunque far sentire la tua vicinanza con frasi semplici ma importanti “Dev’essere dura per voi…” “Capisco che giornate come questa non siano facili…” “Sono qui, ti ascolto, se vuoi parlarne…
  2. Ascolta. Se una tua amica decide di aprirsi con te, raccontandoti le proprie difficoltà, il proprio desiderio costantemente disatteso di avere un figlio, il proprio disagio per una festa da cui si sente esclusa, ascoltala. Non dare consigli. Non offrire suggerimenti non richiesti. Capisco che tu abbia la tentazione di farlo, con le migliori intenzioni di aiutare, ma trattieniti. Semplicemente ascolta. Non cercare di riempire i silenzi con parole vuote che hanno il solo scopo di lenire il tuo disagio. Suggerire “pensa solo a rilassarti, fai una vacanza, e vedrai che arriverà se non ti ci fissi…” a chi magari ci sta provando da anni senza successo porterà solo altre lacrime e risentimenti.
  3. Sii sensibile. Se attualmente sei tu ad essere incinta ed hai una amica che, invece, non riesce ad iniziare o a portare a termine una gravidanza, cerca di essere sensibile con lei. È una situazione delicata, in cui entrambe rischiate di soffrire se non vi impegnate ad aprirvi l’un l’altra con sincerità. È assolutamente normale che tu sia entusiasta, felice e piena di aspettative per il futuro, ma è altrettanto normale che lei invece possa trovare molto doloroso assistere alle manifestazioni del tuo entusiasmo. Non si tratta né di trattenere la propria gioia né di escludere lei dalla propria vita per non farla soffrire, la via di mezzo esiste e dovrete trovarla insieme se davvero ci tieni alla sua amicizia.
  4. Fai qualcosa con loro. Potresti approfittare della giornata festiva per invitare i tuoi amici a fare insieme qualche attività che non li costringa a stare in ambienti pieni di bambini e famiglie felici. Proponi una gita, una pedalata in campagna, la visita di una mostra, un concerto o qualsiasi altra attività che possa essere gradita.
  5. Rispetta le loro scelte. Potrebbero scegliere di festeggiare insieme a te e ai tuoi figli, oppure di allontanarsi per evitare il disagio, oppure potrebbero preferire stare a casa da soli. Rispetta i loro desideri. Fai sapere loro che ci sei, che puoi aiutarli a vagliare altre opzioni, che sei disponibile a condividere la giornata con loro, ma rispetta sempre la loro decisione.

Spesso, soprattutto in Italia dove la famiglia storicamente ha sempre assunto un significato molto forte, ponendosi come uno dei fondamenti della società, e le tradizioni sono molto radicate, si dà per scontato che tutti vivano lo stesso tipo di situazione e ci si dimentica che molte persone non riescono, invece, a costruire la famiglia che tanto vorrebbero.

Può essere a causa dell’infertilità, a causa di una relazione in cui uno dei due non desidera avere figli, a causa di problemi di salute, di una relazione finita male o di un qualsiasi altro motivo. Può essere una situazione permanente o momentanea, ma non per questo meno dolorosa.

Quindi, prima di inserire in una conversazione frasi come “Ma allora lo fate o no un bambino?” senza conoscere la storia delle persone cui vi rivolgete, riflettete un attimo e siate consapevoli di quanti significati diversi può assumere la maternità nella vita delle persone.

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